Mercoledì 10 Marzo 2010

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Nel cercare di posizionare al meglio il nostro sito internet dobbiamo ricordare che a Google non piace:

1) I testi nascoti
E’ stata una pratica usata per diverso tempo da molti. Da tempo viene scoperto in modo semplice. Che sia nascosto tramite CSS, o con un colore di font dello sfondo della pagina, non temete, si viene sempre scoperti.

2) Contenuti duplicati
I motori di ricerca sono in grado di riconoscere i contenuti duplicati (anche se solo leggermente modificati). Questo punto ha implicazioni multiple la prima, la più ovvia è che non si può fare il più classico copia e incolla da un sito ad un altro. Un'altra implicazione è che non possiamo pubblicare lo stesso sito internet su più domini, per i motori di ricerca sarà una copia esatta e comporterà un'esclusione sicura dalle SERP.

3) Keyword Stuffing
Ripetere più volte lo stesso termine, non serve a niente se non per ricevere una penalizzazione.

4) Link Farm
La link popularity è un parametro che defisce quanti siti contengono un link al nostro sito. Ammesso che sia "conveniente" modificare artificialmente la link popularity con siti creati ad hoc, Google non tarderà ad accorgersi del "trucchetto".

5) Cloaking
E’ una tecnica con cui vengono mostrati 2 contenuti differenti, uno ottimizzato per i motori di ricerca, l’altro per gli utenti.

6) Compravendita di link

In occasione del lancio di CHROME, Google ha realizzato un sondaggio a Time Sqare ponendo una semplice domanda: "What is a Browser?" (che cos'è un browser?). Non immaginavo che si potessero ascoltare una serie di risposte così fantasiose e strampalate, il sondaggio rivela infatti che meno del 10% delle persone intervistate sa cos'è un browser.

Curiosamente le risposte "divertenti" non provengono da una fascia di utenti ben precisa, giovani e meno giovani senza distinzione di età. Quindi ora dovrebbe essere chiaro a tutti perchè Explorer sia il browser usato dalla maggior parte degli utenti che seplicemente non sanno quali meraviglie possono offrire i browser concorrenti.

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Recentemente mi è capitato di tornare nuovamente sull'argomento, vuoi perchè ormai avere un mail server interno all'azienda è relativamente comune, ma sopratutto perchè lo SPAM è ormai un serio problema di tutti.

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E' ufficiale, la comunità di internet si appresta a salutare IE6, pochi lo rinpiangeranno e tra questi non ci saranno di sicuro i web designer che da sempre hanno dovuto litigare con i bug della versione 6 del browser di casa Redmond.

Infatti IE6 interpretava in modo sbaglaito alcuni comandi XHTML, dei CSS aveva un'interpretazione tutta sua e non supportava le immagini PNG a 32 bit, insomma IE6 è stato per anni la spina nel fianco dei web designer di tutto il globo.

La Legge comunitaria 2008 n. 88/09, recepisce una serie di obblighi comunitari tra i quali si segnala l’obbligo, a decorrere dal 29.07.2009 e per le sole società di capitali, di inserire le seguenti informazioni legali oltre che negli atti e nella corrispondenza, anche sul proprio sito web:

  1. la sede della società, il numero di iscrizione e l'ufficio del registro delle imprese ove è iscritta;
  2. il capitale effettivamente versato e quale risulta esistente dall'ultimo bilancio;
  3. lo stato di liquidazione della società a seguito dello scioglimento;
  4. lo stato di società con unico socio (per le s.p.a. e le s.r.l. "unipersonali").

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